Il nuovo studio della Commissione Europea accelera la trasformazione digitale della moda

Il nuovo studio della Commissione Europea accelera la trasformazione digitale della moda

Bruxelles compie un nuovo passo verso la rivoluzione sostenibile del settore moda. Con la pubblicazione dello studio sul Digital Product Passport (DPP) per il comparto tessile e abbigliamento, il Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea ha delineato le basi operative di quello che diventerà uno degli strumenti chiave della strategia europea per l’economia circolare.

Il Passaporto Digitale di Prodotto rappresenta molto più di una semplice etichetta evoluta: è una vera e propria identità digitale che accompagnerà ogni capo durante l’intero ciclo di vita, dalla produzione al riutilizzo, fino al riciclo finale. Attraverso QR code, tag NFC o tecnologie RFID, consumatori, aziende e autorità potranno accedere a informazioni certificate e aggiornate sul prodotto.

L’obiettivo è trasformare la sostenibilità da semplice dichiarazione di marketing a informazione verificabile e certificata, favorendo trasparenza, economia circolare e controllo normativo.

La principale novità emersa dal documento riguarda il passaggio da una logica basata su claim e autodichiarazioni ambientali a un sistema fondato su dati strutturati, verificabili e interoperabili. In altre parole, la sostenibilità non sarà più soltanto raccontata dai brand, ma dimostrata attraverso informazioni accessibili e controllabili.

Ogni prodotto potrà contenere dati relativi alla composizione dei materiali, alla provenienza delle fibre, al contenuto riciclato, alle sostanze chimiche utilizzate, alla durabilità, alla riparabilità e alle modalità corrette di riciclo o smaltimento.

Uno degli aspetti più innovativi riguarda la gestione degli accessi. Non tutti vedranno le stesse informazioni. I consumatori potranno consultare dati sulla sostenibilità e sulla manutenzione del prodotto; i riparatori avranno accesso a informazioni tecniche utili agli interventi; i riciclatori potranno conoscere nel dettaglio materiali e componenti; mentre dogane e autorità di vigilanza utilizzeranno il sistema per verificare conformità e tracciabilità delle merci.

Per le aziende della moda il DPP rappresenta soprattutto una sfida di gestione dei dati. Sarà necessario raccogliere, standardizzare e condividere informazioni provenienti da fornitori, produttori, trasformatori e distributori lungo tutta la catena del valore. L’interoperabilità tra sistemi digitali diventerà quindi un requisito fondamentale per operare sul mercato europeo.

Secondo il piano di lavoro ESPR 2025-2030, il tessile figura tra i primi settori coinvolti dall’introduzione del Passaporto Digitale. I primi atti delegati sono attesi nel 2027, mentre entro il 2030 il DPP dovrebbe diventare uno standard diffuso per i prodotti tessili commercializzati nell’Unione Europea.

La trasformazione è ormai avviata: il futuro della moda europea passerà sempre più attraverso dati certificati, trasparenza e tracciabilità digitale. Il Passaporto Digitale di Prodotto si candida così a diventare il nuovo linguaggio comune della sostenibilità nel settore tessile.